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Lambro Spurghi

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Arpa LombardiaDismissione: L’atto di dismissione di un serbatoio interrato ed il conseguente riutilizzo dell’area costituisce un processo rilevante ai fini della tutela delle matrici ambientali. Si ha “dismissione”, quando il serbatoio viene definitivamente escluso dal ciclo produttivo/commerciale perdendo in tal modo la sua funzione originaria. Essa è contraddistinta oltre che dallo svuotamento del serbatoio, dalla disconnessione fisica delle linee di erogazione/alimentazione; infatti, fino a quando tale situazione non si concretizza, il serbatoio è soggetto ai controlli ed alle prescrizioni previste per i serbatoi in esercizio.
Da tale fattispecie va, quindi, tenuta distinta la dismissione temporanea, che consiste nella messa fuori uso del serbatoio per un periodo limitato e presuppone la rimessa in esercizio del serbatoio con la precedente funzione.
In entrambi i casi, tuttavia, sussiste l’obbligo di bonifica del serbatoio nonché l’obbligo di messa in sicurezza (temporanea o definitiva), al fine di eliminare il rischio di sversamento di prodotti nel suolo o dell’instaurarsi di condizioni di infiammabilità del liquido o dei vapori all’interno del serbatoio.

Messa in sicurezza: Il serbatoio dismesso, oltre ad essere svuotato e bonificato, deve essere “messo in sicurezza” fino alla eventuale rimozione e smaltimento o comunque fino a quando non sussistano reali condizioni di fattibilità di tale adempimento. Innanzitutto, la messa in sicurezza deve sempre garantire dal rischio di contaminazione del terreno, e talora anche dal rischio di scoppio/incendio (che potrebbe essere determinato da
vapori residui in concentrazioni superiori al limite inferiore di infiammabilità) e da quello di sfondamento (dovuto alla presenza di volumi vuoti sottostanti a zone di transito). Si possono distinguere due specifiche tipologie di intervento:

Messa in sicurezza Temporanea: per il tempo intercorrente tra dismissione e successiva rimozione o eventuale diverso riutilizzo del serbatoio. A tale proposito si specifica che l’eventuale riutilizzo come riserva idrica non potrà avvenire per usi destinati al consumo umano o comunque di tipo alimentare. L’operazione, previa bonifica, è contraddistinta dall’adozione di misure che possono essere facilmente rimosse al fine di ripristinare il serbatoio alla sua funzione originale.

Messa in sicurezza Definitiva: nel caso in cui il serbatoio dismesso venga mantenuto nel sottosuolo e la rimozione non sia tecnicamente e/o economicamente fattibile.
Tale intervento è caratterizzato dall’effettuazione di opere che garantiscono in via permanente la staticità del sito e, soprattutto, la sicurezza ambientale, in particolare, questa operazione, consiste nel riempimento con materiali inerti.

Nel caso in cui la prova pressione attesti la mancata tenuta del serbatoio, deve essere data comunicazione immediata alle autorità competenti; qualora poi fosse accertata l’eventuale dispersione di sostanze pericolose nella matrice ambientale dovrà essere data comunicazione secondo la procedura di cui all’art. 7 del D.M. 471/99. In risposta a tel comunicazione, si procederà alla bonifica del sito, ai sensi dell’articolo 17 del D.Lgs. 22/97. Il problema delle perdite, inoltre, è solo in parte legato alla tenuta dei serbatoi, spesso è dovuto al sistema di carico, in particolare alla mancata impermeabilizzazione dei pozzetti di alloggiamento del boccaporto di carico, nel passato, spesso realizzati in muratura, da cui piccole perdite progressivamente possono diffondersi nel sottosuolo.